Se le parti non mollano accordo con la mediazione in un caso su due

 

Fonte: da Il Quotidiano del Diritto de Il  Sole 24 Ore di Giovanni Negri

“Il problema è sempre quello, ma i segnali di miglioramento ci sono. Di fronte ai dati del ministero della Giustizia (periodo gennaio-settembre 2014) sull’andamento della conciliazione obbligatoria ci sono conferme (le difficoltà a fare proseguire il confronto tra le parti dopo il primo incontro) e passi avanti (la percentuale di successo con accordo raggiunto dopo il primo incontro o direttamente in questo è del 48 per cento). Con differenze sensibili tra gli organismi di mediazione.

Se quelli gestiti dalle Camere di commercio (87) hanno definito 13.235 casi, con un tasso superiore al 57%, quelli privati (642) si attestano al 52,2%, equivalente a 74.947 controversie. Ma gli organismi gestiti dagli Ordini degli avvocati (114) mettono a segni performances inferiori, collocandosi al 38 per cento.

In termini di giorni necessari per definire il procedimento, la conciliazione si conferma assai conveniente: ne bastano in media 72 a fronte di una media di 1.132 giorni per il solo giudizio di primo grado.

Quanto alle materie, scendendo un po’ più nel dettaglio, alla fine della graduatoria dell’esito si collocano i contratti bancari, con appena l’8% di successi, e i risarcimenti danni da responsabilità medica. Invece, attorno al 30% si piazzano le liti su diritti reali e quelle con oggetto il comodato e l’affitto d’azienda. Poco al di sotto, le controversie su locazione, divisione e condominio.

Per quanto riguarda il valore della lite, si può sottolineare come la propensione ad accordarsi diminuisca man mano che aumenta il peso economico. Si passa infatti da una percentuale di accordi, con aderente comparso, pari al 39% nel range di valore tra 1.000 e 3.000 euro a una del 10% se la controversia va oltre i 10.000 euro.

Un primo commento è quello del presidente di Adr center Giuseppe De Palo, che parla di «un risultato doppiamente confortante perché include punte di successo che superano il 75%, presso gli organismi di maggior esperienza, e mostra le dimensioni del margine di miglioramento per gli altri. Il dato italiano sarà oggetto di attenzione anche a Bruxelles, dove il 26 febbraio sarà presentato un rapporto commissionato dal Parlamento europeo sugli effetti della direttiva europea nei 28 Stati membri. Il rapporto parla già di un “modello italiano di mediazione” per l’Ue».

E da un’analisi condotta su dati del ministero della Giustizia Adr mette in evidenza l’incremento delle cause, nelle materie soggette a mediazione obbligatoria, quando la mediazione non c’era (+19 mila nel 2013, rispetto al 2012, e –34 mila nel 2014, quando invece venne reintrodotta). Dati che testimoniano anche che la mediazione si applica a circa 200.000 cause all’anno, meno del 10% del totale di nuove cause civili, ossia 2.776.978 solo nei Tribunali ordinari.”

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