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 Acconto IMU 2012

Per la prima casa è possibile, a scelta del contribuente, versare gli acconti IMU in 3 rate di 1/3 ciascuna (16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre) oppure in 2 rate del 50% (16 giugno e 16 dicembre), ed eventuale integrazione finale.
Per le seconde case è ammesso solo il pagamento in 2 rate, con le stesse scadenze sopra descritte.

NOTA: se l’ultimo giorno utile per il pagamento cade di sabato o in un giorno festivo la scadenza è automaticamente prorogata al primo giorno lavorativo successivo.

Per il 2012 le scadenze sono: 18 giugno, 17 settembre e 16 dicembre.
Il calcolo degli acconti va effettuato per il 2012 con l’aliquota base, senza le addizionali comunali (lasciate vuoto il campo “Aliquota”).
Il conguaglio da versare con l’ultima rata, salvo diverse disposizioni, sarà calcolato in base alle addizionali comunali, stabilite entro il 30 settembre 2012.

Per saperne di più leggi: Versamento IMU prima casa e Novità IMU

Nuovi modelli F24

Con provvedimento del 12/04/2012 l’Agenzia delle Entrate ha apportato le modifiche ai modelli di versamento “F24” e “F24 Accise”, adeguandoli alla normativa IMU.
I nuovi modelli F24 sono utilizzabili a partire dal 18 aprile 2012.

NOTE

– Per usufruire delle agevolazioni IMU sulla prima casa non è più sufficiente che l’immobile sia dichiarato “dimora abituale” ma serve la residenza anagrafica.
Attenzione: la recente normativa ha stabilito dei criteri ancora più restrittivi: in pratica gli aventi diritto alla detrazione prima casa devono appartenere allo stesso nucleo familiare il che significa che per ogni nucleo familiare può esservi al massimo un solo immobile adibito come prima casa, nell’ambito dello stesso Comune.
– La rendita catastale (o il reddito dominicale) sono quelli non rivalutati.
– Le pertinenze della prima casa possono essere al massimo una sola per ciascuna delle categorieC/2 C/6 e C/7.
– La detrazione base per la prima casa ammonta a € 200,00 e può essere modificata dal Comune; se si cancella il campo sarà utilizzato comunque il valore di € 200,00 previsto per legge.
– Se preferite calcolare l’IMU per le pertinenze della prima casa separatamentedall’abitazione, inserite nel campo “Detrazione” la detrazione residua non utilizzata per la prima casa. Si ha una detrazione residua quando la detrazione spettante per la prima casa supera l’IMU lorda calcolata; in questo caso l’utility calcola automaticamente la detrazione residua, visualizzandola in un’apposita riga.
– Nel caso in cui vi siano più proprietari (o in generale più titolari) aventi diritto alla detrazione prima casa indicate il loro numero complessivo (attenzione: non vanno considerati tutti i proprietari indistintamente, ma solo coloro che possono usufruire della detrazione prima casa); in questo caso il calcolatore accetterà una “Quota di possesso” inferiore al 100 %.
Se invece vi è un solo proprietario (o titolare) che risiede nell’immobile adibito a prima casa lasciate il valore predefinito = 1.
– Per calcolare la detrazione aggiuntiva indicate il numero di figli di età inferiore a 26 anni residenti nella prima casa, fino a un massimo di otto.
In caso di comproprietà, specificate sempre se la detrazione per i figli spetta anche all’altro coniuge (o in generale all’altro titolare convivente).
Ad esempio, se l’altro coniuge è comproprietario della prima casa ed i figli sono di entrambi, indicare “si“. Se invece l’altro coniuge, pur avendo il figlio in comune, non è comproprietario della prima casa, indicare “no“.
Analogamente se avete avuto il figlio in una precedente relazione, e la prima casa è in comproprietà con l’attuale convivente, indicate “no” (in questo caso al convivente non spetta alcuna maggiorazione, poiché il figlio non è suo).
Per ciascun figlio, indicate inoltre il numero di mesi per i quali spetta la maggiorazione, tenendo presente che un mese va computato come intero se e solo se:
* il figlio è nato da almeno 15 giorni.
* il figlio ha compiuto i 26 anni dal 15° giorno in poi.
– Poiché i Comuni possono aumentare o diminuire l’aliquota, comme avveniva anche per l’ICI, abbiamo previsto l’apposito campo da compilare; se lasciato vuoto, il calcolo dell’IMU sarà effettuato con l’aliquota base (4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille per la seconda casa).
– L’IMU è ridotta della metà per i fabbricati dichiarati inagibili e di fatto non utilizzati e per quelli dichiarati di interesse storico/artistico, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni (inserite in questo caso la rendita catastale ridotta in proporzione ai mesi).
– Gli immobili classificati come ruderi (categoria F2) sono esenti IMU.
– Nei campi che contengono gli importi potete liberamente utilizzare il punto comeseparatore delle migliaia (utile ad es. nel copia-incolla).

Detrazione prima casa

Il comma 10 dell’ Art. 13 del decreto Monti stabilisce che “Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione.
In altre parole, la detrazione base IMU spetta al proprietario (soggetto passivo) in proporzione ai mesi in cui ha usufruito dell’immobile come “prima casa”.
Supponiamo che il proprietario di un immobile vi trasferisca la residenza anagrafica il 10 settembre; in questo caso i mesi in cui l’immobile è adibito ad “abitazione principale” sono 4 (si ricorda che anche per l’IMU, così come avveniva per l’ICI, si considera come intero il mese in cui il possesso dell’abitazione si è verificato per almeno 15 giorni).

Detrazione e comproprietà

Sempre il comma 10 dell’ Art. 13 del decreto Monti prevede che “se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi (comproprietari n.d.r.), la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
In altri termini la norma stabilisce che se più comproprietari hanno la residenza anagrafica nello stesso immobile, la detrazione IMU per la prima casa spetta loro in proporzione ai mesi durante i quali ne hanno usufruito come abitazione principale.
(ATTENZIONE: NON in base alle quote di proprietà dell’immobile).
Naturalmente, se i comproprietari risiedono nell’immobile per lo stesso numero di mesi, la detrazione spetterà loro in parti uguali.
Se invece vi risiedono per periodi diversi la detrazione deve essere ripartitaproporzionalmente ai mesi di effettiva residenza; questo calcolo è gestito automaticamente dalla nostra applicazione.

Ulteriore detrazione figli

L’emendamento al decreto Monti stabilisce la possibilità di detrarre dall’IMU, solo per gli anni 2012 e 2013, € 50,00 per ogni figlio di età inferiore a 26 anni residente nella prima casa, fino ad un massimo di otto figli.
Pertanto la detrazione IMU complessiva potrà arrivare fino a € 600,00.
La detrazione aggiuntiva spetta anche per i figli non a carico; è sufficiente infatti che abbiano la residenza anagrafica nell’immobile adibito ad abitazione principale, a prescindere dalla loro condizione reddituale.
Va rilevato tuttavia che, in relazione alla comproprietà, la norma non chiariva se tale maggiorazione dovesse essere divisa tra i comproprietari in parti uguali oppure no.
Se, ad esempio, uno dei proprietari di un appartamento vi risiede con la propria famiglia (coniuge e figli) sarebbe più equo, e nel contempo più coerente con lo spirito dell’emendamento, che fosse lui solo ad usufruire della detrazione aggiuntiva per i propri figli.
E’ il caso, ad esempio, di padre e figlio comproprietari di un immobile in cui risiedono per 12 mesi assieme alla famiglia del figlio (supponiamo moglie e due figli di età inferiore a 26 anni).
In un primo momento, interpretando la norma in senso stretto e in attesa di un chiarimento ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate, sembrava che la detrazione complessiva di 300 euro (200 base + 100 aggiuntiva) venisse suddivisa in parti uguali tra padre e figlio (150 euro ciascuno).
Con la circolare 3/DF 2012 il Ministero ha definitvamente chiarito che, in questo caso, al figlio spetta tutta la detrazione aggiuntiva di 100 euro (per i suoi figli) e che al padre spetterebbero 50 euro solo se anche il figlio di lui avesse meno di 26 anni.

Detrazione e pertinenze

E’ possibile calcolare l’IMU per le pertinenze assieme a quella per l’abitazione utilizzando gli appositi campi.
Se le pertinenze sono registrate separatamente dall’abitazione indicate in ciascuno dei campi la loro rendita catastale non rivalutata.
Si ricorda che limitatamente alla prima casa è possibile considerare fino a tre pertinenzecomplessive, una sola per ciascuna categoria, ovvero: una sola per la categoria C/2(cantine ecc.), una sola per la categoria C/6 (garage ecc.) ed una sola per la categoria C/7(tettoie).
Inoltre, se una pertinenza risulta registrata al catasto assieme all’abitazione principale, va considerata comunque come se fosse separata, e pertanto va a decrementare il numero di pertinenze che possono essere associate alla prima casa. Nota metodologica
Per le pertinenze dell’abitazione principale, il calcolatore utilizza l’eventuale detrazione residua non usufruita per la prima casa.
In base a quanto specificato dalla circolare n. 23/E dell’11 febbraio 2000 dell’Agenzia delle Entrate, (riteniamo che in assenza di ulteriori comunicazioni la circolare, emanata quando era in vigore l’ICI, sia valida anche per la nuova IMU), la detrazione residua non utilizzata per l’abitazione principale può essere computata nel calcolo dell’IMU sulle pertinenze.
In pratica si ha una detrazione residua quando la detrazione supera l’imposta calcolata.
Se, ad esempio, l’IMU calcolata sulla prima casa ammonta a 160 euro e la detrazione complessiva è di 200 euro, rimangono 40 euro che possono essere detratti dall’imposta sulle pertinenze della prima casa.

Agevolazione prima casa e uso gratuito

Le abitazioni principali concesse in uso gratuito ai parenti non possono godere delle agevolazioni “prima casa”.
Di conseguenza tali abitazioni, ai fini del calcolo dell’IMU, saranno considerate a tutti gli effetti come seconde case, e non sarà possibile applicare le detrazioni previste.

Arrotondamenti

Il calcolo dell’IMU sui singoli beni immobili va effettuato arrotondando al centesimo di euro per difetto se il terzo decimale è un numero da 0 a 4, per eccesso se va da 5 a 9. Ad esempio 241,634 diventa 241,63, mentre 241,635 diventa 241,64.
L’ importo complessivo da versare si calcola sommando le imposte calcolate sui singoli immobili e arrotondando il risultato finale all’euro superiore o inferiore come nel calcolo dell’Irpef. Esempio 658,49 diventa 658,00 mentre 658,50 diventa 659,00.

Avvertenza:
Questa utility è realizzata per un uso non professionale e le informazioni fornite si intendono a carattere puramente indicativo.

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IMU: la Nuova Imposta Comunale sugli Immobili (ex ICI)

Di seguito un estratto dell’Art. 13 del decreto 6 dicembre 2011 aggiornato.

1. L’istituzione dell’imposta municipale propria (detta IMU n.d.r.) è anticipata, in via sperimentale, a decorrere dall’anno 2012, ed è applicata in tutti i comuni del territorio nazionale fino al 2014 in base agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, in quanto compatibili, ed alle disposizioni che seguono.
Conseguentemente l’applicazione a regime dell’imposta municipale propria è fissata al 2015.

2. L’IMU ha per presupposto il possesso di immobili di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi comprese l’abitazione principale e le pertinenzedella stessa.
Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.
Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
3. La base imponibile dell’imposta municipale propria è costituita dal valore dell’immobile determinato ai sensi dell’articolo 5, commi 1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dei commi 4 e 5 del presente articolo.
4. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell’ articolo 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori:

  • a) 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
  • b) 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • b-bis) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • c) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
  • d) 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (65 dal 1° gennaio 2013);
  • e) 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

5. Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’ articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 130. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110.
6. L’aliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76 per cento. I comuni con deliberazione del consiglio comunale, adottata ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali.
7. L’aliquota è ridotta allo 0,4 per cento per l’abitazione principale e per le relative pertinenze. I comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti percentuali.
8. L’aliquota è ridotta allo 0,2 per cento per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. I comuni possono ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1 per cento.
9. I comuni possono ridurre l’aliquota di base fino allo 0,4 per cento nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’articolo 43 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, ovvero nel caso di immobili posseduti dai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, ovvero nel caso di immobili locati.
10. Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione prevista dal primo periodo è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente eresidente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di euro 400. I comuni possono disporre l’elevazione dell’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio.
La suddetta detrazione si applica alle unità immobiliari di cui all’articolo 8, comma 4, deldecreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (cooperative edilizie a proprieta’ indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, nonche’ agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari ndr).
L’aliquota ridotta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all’ articolo 6, comma 3-bis (coniuge separato non assegnatario della casa coniugale non proprietario di altro immobile nello stesso Comunendr), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 e i comuni possono prevedere che queste si applichino anche ai soggetti di cui all’ articolo 3, comma 56, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (anziani residenti in RSA o disabili residenti in istituti di ricovero, proprietari o usufruttuari di immobili non locati ndr).

 

Leggi l’articolo 13 aggiornato